Psicoterapia Corporea

La psicoterapia corporea si sviluppa negli anni ‘70. I suoi presupposti sono da ricercare nella psicoanalisi, nelle osservazioni della infant research, e nelle ultime scoperte delle neuroscienze. Sappiamo come Freud, introducendo il concetto di sessualità infantile, leghi le tappe dello sviluppo psichico a territori del corpo, parlando di fase orale, anale e genitale. Negli anni ’30 del ‘900, W. Reich nell’ Analisi del Carattere, per primo prende in considerazione in ambito psicoanalitico il Corpo , come protagonista attivo. Da allora si sono sviluppate diverse correnti e metodiche, un'ampia varietà di scuole che coinvolgono il contatto, il movimento e la respirazione(la Vegetoterapia, l’Analisi Bioenergetica, la Gestalt, la Biosintesi, la Biosistemica, l’Organismica). La psicoterapia corporea, nel concepire una dimensione energetica del corpo piuttosto che meccanica, ha punti in comune con discipline mediche tradizionali soprattutto orientali. Il comune denominatore delle diverse scuole consiste nel concetto di corpo-simbolo, corpo-relazione. La psicoterapia corporea riconosce la continuità ed i collegamenti profondi in cui tutti i processi psicosomatici contribuiscono, all'organizzazione della persona: la persona intera è un'unità funzionale di psiche e corpo. Tra mente e corpo non c’è un rapporto gerarchico, si tratta piuttosto di funzioni interattive, che si influenzano in modo circolare. Pur nel coinvolgimento somatico, siamo nell’ambito della psicoterapia, dove lo strumento primo di cura rimane la relazione di transfert, all’interno della quale si sviluppa oltre il verbale, il lavoro sul corpo. La psicoterapia corporea mira alla integrazione psicosomatica dell’individuo attraverso l’allargamento del concetto di identità al territorio corporeo. L’identità nasce nel corpo. Alla nascita il corpo emozionato del bambino dà senso, guida la relazione con la madre. Le parole della madre sono per il piccolo gesti sonori che danno forma al suo corpo, mentre i suoni del bambino divengono, per la madre, "parole-segnali" che ella riprende attraverso una relazione comunicante attenta ed affettuosa. Tale mondo della coppia madre-bambino contiene sensi e valori corporei e affettivi unici, storici e propri di ciascuna coppia. E’ un linguaggio sonoro-motorio ricco di sfumature dense di soggettività e di sensualità. Qui la parola è luogo aperto, in cui forme e significati, non sono totalmente e una volta per tutte definiti, è una parola che sa giocare a disfare le regole del discorso. Questo linguaggio vivificato dal corpo e dall’ ambiguità del simbolo è ricco e non si spegne, sotto il dominio completo dell'ordine razionalizzatore codificato da quel linguaggio che pone fuori luogo il corpo, l'emozione, il simbolico e la sua apertura di senso. L’emozione è il terreno elettivo della psicoterapia corporea. Più di altre funzioni psichiche, l’emozione coinvolge profondamente il corpo ed in particolare il suo versante viscerale involontario, avendo la capacità di influenzarne le funzioni vegetative (frequenza cardiaca e respiratoria , pressione sanguigna , peristalsi viscerale , percezione della fame , nausea , etc…). Un’emozione che accompagna in modo persistente una fase importante dello sviluppo tende a stabilizzarsi, finisce per trasformarsi da figura a sfondo dell’organizzazione emotiva, non essendo più percepita come risposta allo stimolo altro da sé, ma come elemento intrinseco e fissato del proprio carattere. Attraverso l’ascolto del vissuto della persona, l’ascolto guidato di sensazioni e percezioni, esercizi di respirazione e mobilizzazione e l’applicazione del contatto diretto, si può avviare un processo di recupero- ricordo della sensazione, della consapevolezza emotiva, e ciò può aprire ad una nuova azione, nella relazione con l’Altro. Ci troviamo dunque di fronte ad un concetto nuovo, quello di un soggetto che non è del tutto padrone di sé, il soggetto dell’inconscio, il corpo soggetto.

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