ANALISI BIOENERGETICA

L’ Analisi Bioenergetica nasce negli Stati Uniti negli anni ’50 per opera di Alexander Lowen. Lowen è allievo di Wilhem Reich, che da Vienna si era trasferito negli Stati Uniti , durante la seconda guerra mondiale, per sfuggire alle persecuzioni razziali. E’ introdotta in Italia e in Europa nel 1974 a Roma, per iniziativa di un gruppo di terapeuti di formazione reichiana da cui sviluppa l’attuale SIAB. Partendo dal concetto di corrispondenza tra meccanismo di difesa psichico e meccanismo di difesa fisico, Reich introduce il concetto di corazza muscolare ed è il primo a introdurre il corpo in psicoanalisi come protagonista; Lowen giunge poi alla nozione di identità funzionale tra l’assetto fisico e la struttura psichica, sostiene che l’organismo umano funziona come un tutto, e che i versanti psichico e somatico sono solo funzioni apparentemente indipendenti, ma di fatto strettamente correlate, della organizzazione energetica globale. Le tensioni muscolari croniche rappresentano il corrispettivo fisico dei conflitti psichici, attraverso di esse i conflitti si strutturano nel corpo sotto forma di restrizione del respiro e limitazione della mobilità (riguardante la muscolatura volontaria) e della motilità (riguardante la muscolatura involontaria o viscerale). Queste tensioni si sviluppano, attraverso le esperienze ripetute della prima infanzia, e si cronicizzano, diventando parte inconsapevole della struttura e della fisiologia corporea. Il soggetto perdendo la conoscenza del loro significato, del perché si siano sviluppate, perde anche la capacità di liberarsene. Nella terapia il lavoro sugli aspetti fisici si combina sempre con il lavoro analitico sulla difesa psichica. "Per un paziente è altrettanto importante conoscere l’origine dei suoi conflitti quanto lo è acquisire consapevolezza di sé attraverso l’attività corporea. I due approcci devono essere sintonizzati tra loro perché la terapia sia efficace. Le modalità psicoanalitiche e psicoterapeutiche vengono utilizzate nella terapia bioenergetica per favorire la comprensione e l’espressione di se stessi. Questo include l’interpretazione dei sogni e l’elaborazione della situazione di transfert" (Lowen) Tre stadi si alternano e sovrappongono ripetutamente, caratterizzando il processo terapeutico. L’acquisizione della consapevolezza di sé o SELF AWARENESS: sentire ogni parte del proprio corpo e i sentimenti che possono sorgere in esso dietro la maschera che ognuno si è costruito; la capacità dell’espressione di sé o SELF EXPRESSION: se i sentimenti non trovano espressione vengono repressi e l’individuo perde il contatto con il Sé; la capacità della padronanza di sé o SELF POSSESSION: l’individuo ha padronanza di sé e sa esprimersi in modo adeguato alla realtà (naturalmente tale padronanza è sempre parziale in quanto esiste una parte del sé e del corpo che rimane sempre inconscia, fuori da ogni possibilità di controllo, in termini neurologici la parte del sistema nervoso autonomo). Il processo di trasformazione, coinvolge la persona nella sua unità psicofisica, nella sua esperienza di essere vitale, capace di respirare profondamente, sentire pienamente, ristabilire la naturale mobilità ed espressività dell’organismo. Più una persona è emozionalmente disturbata più è lontana dal proprio corpo, non è radicata nella propria realtà interna ed esterna, non ha i piedi per terra, ha una vita irreale, vive di illusioni, proietta all’esterno. Una nozione introdotta dall’Analisi Bioenergetica è il concetto di "grounding", un termine mutuato dall’elettrodinamica che può essere tradotto come capacità di scaricare a terra. Tutti noi scarichiamo verso terra il nostro peso in virtù della forza di gravità, ma il tono muscolare e l’equilibrio dei diversi gruppi muscolari agonisti ed antagonisti rivestono un ruolo fondamentale nel costruire la postura della stazione eretta. Il paziente nelle sedute non sperimenta soltanto la posizione sdraiata, funzionale all’esperienza dell’abbandono e a raggiungere esperienze di tipo regressivo, ma il lavoro di indagine si estende alla sua capacità di stare in piedi e di muoversi nell’ambiente. Per Reich, il carattere è l’organizzazione dei meccanismi di difesa psichici e fisici, che costituisce una protezione del soggetto ma anche la sua potenziale prigione. Il carattere denota un modello ripetitivo di comportamento, un ripetersi di emozioni e di modalità di pensare. Con questa sua unicità fortemente strutturata, dà sicurezza, suggerisce scopi nella vita, in poche parole fornisce un'identità più o meno autentica. Lowen sviluppa il pensiero di Reich in una teoria articolata delle strutture caratteriali, ne individua cinque fondamentali, ognuna delle quali comporta la fissazione ad un particolare stadio dello sviluppo. Nella pratica clinica oltre all’ascolto dei vissuti, dei sogni, delle libere associazioni , il paziente viene aiutato dal terapeuta a esplorare il radicamento, questo agisce su aspetti, che vanno dalla sessualità al funzionamento del pensiero. Il lavoro sul corpo proposto dagli esercizi di bioenergetica ha lo scopo di ridurre la tensione. Ogni esercizio, seguendo il ciclo naturale dell'energia, si sviluppa attraverso le fasi di “contrazione” ( tensione-carica ) ed “espansione” ( scarica ). Durante la fase di contrazione si aumenta la tensione del muscolo (o gruppo di muscoli) su cui si sta lavorando, mentre nella fase di espansione il muscolo si rilassa tramite vibrazioni e movimento. Dopo la fase di “scarica”, segue una fase di rilassamento dove si può entrare meglio in contatto con le sensazioni e le emozioni. Questa fase è importante per la conoscenza di Sé, che è lo scopo fondamentale di questi esercizi. Lavorando secondo lo schema di tensione-carica- scarica-rilassamento, la carica energetica tende ad aumentare. Per entrare in contatto con le emozioni reali è importante permettere al paziente di muoversi, scalciare, gridare, piangere, vivere concretamente la paura, la rabbia e anche il piacere, il gioco, la gioia. “….Il pianto è il primo segno di liberazione, di scarcerazione del corpo umano. Il pianto è un arrendersi al corpo. Molti esseri umani si concedono di piangere con moderazione, un pianto profondo che rinnovi l'anima è per molti un evento fortemente temuto. Spaventa perché mette in contatto con la disperazione e il desiderio di morte. D'altro canto, se un individuo riesce a piangere smuovendo questo livello profondo, scopre di provare un sollievo che lo porta a sperimentare la gioia: torna a sentirsi innocente…" Alexander Lowen al XIII Biannual Conference dell'International IBA a Pocono Manor (1996). In Analisi Bioenergetica rimangono molto importanti i concetti di transfert e controtransfert, fenomeni per i quali il rapporto tra il paziente e il terapeuta è impregnato, in maniera non cosciente, degli effetti perduranti delle relazioni primarie. Oggi la Bioenergetica è in continuo dialogo con il mondo psicoanalitico, in particolare con la psicoterapia delle relazioni oggettuali, di cui riconosce i fondamentali apporti nella ricerca sulla complessità dell’organizzazione di personalità, facendo riferimento in particolare al lavoro di Otto Kernberg; d’altro canto la riflessione e l’esperienza continua del lavoro sul Corpo, sono un patrimonio fondamentale che l’Analisi Bioenergetica mette a disposizione del mondo psicoanalitico. Inoltre gli ultimi progressi delle neuroscienze hanno reso più concrete le intuizioni di Reich e Lowen, mettendo in evidenza, attraverso le moderne tecniche di neuroimaging, quanto la regolazione affettiva può influenzare gli assetti neurologici e quanto le nostre esperienze relazionali possono influenzare e riplasmare le connessioni sinaptiche delle nostre cellule nervose.

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