PSICOTERAPIA ORGANISMICA

La Psicoterapia Organismica viene fondata dallo psicologo americano Malcolm Brown negli anni ’70. Egli si ricollega al pensiero del neurofisiologo Kurt Goldstein, vicino alle teorie della Gestalt, il quale fu tra i principali esponenti del pensiero olistico in ambito neurologico e psicologico. Nella sua opera “L’organismo”, Goldstein espone la sua visione dell’essere umano , come di un soggetto che è insieme psiche e soma, un intero che è più della somma delle parti, e che persegue la sua realizzazione o “autoattualizzazione“, venendo a patti con l’ambiente. Goldstein , all’inizio del ‘900, si oppone ai neurologi localizzazionisti, come Broca, che collegarono certe aree del cervello a particolari funzioni; non negando, ovviamente, che le diverse aree cerebrali siano legate ad una specifica attività, egli sostiene che un’azione definita, può essere considerata come la figura che emerge dallo sfondo, rappresentato dall’intero organismo, senza il quale la figura non potrebbe formarsi. In questo senso Goldstein non perde mai la visione dell’organismo che funziona come un tutto, e vede come un grave pericolo il riduzionismo meccanicista di larga parte della scienza. Come neurologo precorre i tempi, parlando già all’inizio del secolo dell’interconnessione e duttilità del cervello, concetto vicino all’attuale nozione di “plasticità sinaptica”, per cui i neuroni sono capaci di stabilire, anche in età adulta, nuove connessioni e di sopperire, in certi casi, anche ad un danno organico oltre che ad un danno funzionale. La teoria di Brown parte dalla visione olistica dell’organismo e si sviluppa, considerando la persona soprattutto alla luce della capacità di relazione con se stessa e con gli altri, è così che egli individua nel soggetto quattro capacità relazionali, che egli localizza a livello somatico. Questi quattro centri sono: HARA, WARRIOR, LOGOS e EROS. HARA (addome) media la relazione che una persona ha con se stessa, è la capacità di amore di sé, WARRIOR(zona sacro-lombare e gambe) è l’istinto di sopravvivenza, la capacità di essere autonomi, LOGOS (zona dorsale testa e parte posteriore delle braccia e delle mani) è il centro della volontà, è la capacità di astrazione, cognitiva e creativa, EROS (torace, viso , parte anteriore di braccia e mani) è la capacità di amare,o di odiare l’Altro. Ci sono poi 3 sistemi a livello somatico strettamente connessi, che rappresentano funzioni psichiche diverse: il sistema nervoso gli organi di senso e la pelle(di derivazione ectodermica a livello embrionale), hanno a che fare con la rappresentazione e la comunicazione, la parte viscerale gli organi interni (di derivazione endodermica a livello embrionale) hanno a che fare con l’emozione, la parte strutturale, ossa muscoli e articolazioni, (di derivazione mesodermica a livello embrionale) riguardano l’azione motoria. Più una persona è sana più tutte queste strutture e funzioni sono in equilibrio, collegate le une alle altre da correnti energetiche che fluiscono senza ostacoli, cosicché le diverse zone non rimangono isolate e la persona funziona come un organismo intero, senza frammentazioni o conflitti interni. Ciò dipende molto dal periodo dello sviluppo e dalla qualità delle relazioni primarie. Se la madre è essa stessa isolata dalla propria parte emotiva, non sarà in grado di nutrire i centri anteriori del bambino , e si stabilirà un attaccamento insicuro, dove prevale la paura dell’Altro, con sovraccarico dei centri posteriori. Se la madre è in contatto con le proprie emozioni, sarà in grado di sintonizzarsi con i bisogni del bambino, si avrà una circolarità libidica tra madre e bambino, alla base dell’attaccamento sicuro. L’introiezione delle relazioni primarie, vissute nei primi anni di vita, ci accompagnano e condizionano le relazioni da adulti. Tali relazioni costituiscono lo stampo su cui si costruiscono le relazioni dell’adulto, le unità libidiche o antilibidiche, di cui parla Kernberg, a livello somatico corrispondono a zone di espansione o ritiro, che danno l’impronta alle relazioni in età adulta. In organismica la seduta si svolgerà coniugando l’ascolto dei vissuti emotivi all’ascolto del corpo, ci sarà il contatto fisico diretto del terapeuta, l’ascolto della respirazione e della percezione emotiva, gli esercizi di movimento come esplorazione dell’ inibizione dell’azione. La prerogativa dell’organismica rispetto ad altre psicoterapie corporee é l’uso importante del contatto diretto, che può essere molto prolungato, e si svolge in assenza di qualsiasi aspettativa. Gli effetti che questo produce sono stati approfonditamente studiati; nel contatto si possono ravvisare una componente comunicativa e una componente energetica, di entrambe occorre tener conto nell’applicazione. Il contatto può essere nutritivo o catalitico. Il contatto nutritivo viene dato ponendo la mano a contatto del paziente, senza movimento e con un minimo di pressione, questo contatto può essere mantenuto per lungo tempo, lo scopo è di stimolare il flusso energetico profondo. Il contatto catalitico, consiste invece in una pressione sui muscoli che suscita una reazione della corazza muscolare. Il contatto da un lato permette l’espansione energetica e lo scioglimento di tensioni, dall’altro provoca il riemergere di ricordi, desideri, traumi, che, con il tempo si sono annidati nella memoria del corpo. E’ molto importante che, insieme al contatto somatico, si stabilisca una risonanza empatica, il che avviene attraverso la parola, lo sguardo e in generale l’interazione con il terapeuta. Sembra opportuno concludere con le parole di colui che ha ispirato gran parte di questa teoria : “E’ attraverso la reciproca appartenenza degli individui tra loro, che l’uomo diventa uomo ed egli è uomo solo nella misura in cui raggiunge questo obiettivo. Tale realtà si manifesta con l’emergere di quella gioia ( un sentimento sostanzialmente diverso dal piacere) che si è rivelata come esperienza caratteristica dell’esistenza umana nel sorriso del neonato e più tardi in maniera evidente nell’incontro con l’Altro. ”Il sorriso dell’infante” Kurt Goldstein 1959

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